Sono Energyman e mi occupo di attività varie del tipo: progettazione di impianti tecnologici, consulenze aziendali legate alla guida per l’uso razionale dell’energia.

Sarò lieto di esporre argomentazioni correlate all’utilizzo di energie rinnovabili nei Campi Flegrei.
Chi di voi ha mai sentito parlare di Agenda 21?
Beh, per coloro che non lo sappiano ancora sarà opportuno chiarirne il significato in quanto rappresenta la base su cui poggiano tutte le politiche di incentivazione e promozione mirate all’utilizzo di fonti energetiche alternative.
“Agenda 21 è un programma delle Nazioni Unite dedicato allo sviluppo sostenibile; esso consiste in una pianificazione completa delle azioni da intraprendere, a livello mondiale, nazionale e locale dalle organizzazioni delle Nazioni Unite, dai governi e dalle amministrazioni in ogni area in cui la presenza umana ha impatti sull'ambiente”.
Per sviluppo sostenibile si intende uno sviluppo economico in senso lato basato su azioni e strumenti che ne garantiscano il perdurare anche in considerazione delle generazioni future. I principi su cui si basa uno sviluppo sostenibile sono:
- operare in regime di equilibrio e rispetto ambientale;
- rispetto dell’equità sociale;
- sviluppo economico.
Passiamo adesso all’energia alternativa calandoci sempre in un contesto puramente “Flegreo” nell’ottica di uno sviluppo sostenibile.
Generalmente vengono classificate come “rinnovabili” tutte quelle fonti energetiche “non esauribili” ed il cui utilizzo non va a deteriorare le risorse naturali di cui oggi si dispone.
Le energie alternative più note sono quelle:
- Idroelettrica
- Geotermica
- Solare
- Eolica
ENERGIA GEOTERMICA
Cosa dire del geotermico? In prima battuta risulta naturale porsi alcune domande del tipo:
“Sono presenti significative risorse nel nostro territorio? Si possono eventualmente utilizzare per realizzare impianti di riscaldamento o, meglio ancora, produrre energia elettrica?”
Non vorrei figurare come lo scopritore “dell’acqua calda”, quasi tutti infatti sono al corrente del fatto che nel sottosuolo flegreo esistono sorgenti termali. Ho invece il timore che ci sia una sostanziale mancanza di percezione sulle reali potenzialità di tali sorgenti se considerate quali possibili fonti di “energia termica”.
Non intendo altresì trattare di grosse idee progetto come ad esempio il “Campi Flegrei Deep Drilling Projet” (CFDDP), presentata nel 2006 dall'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia Osservatorio vesuviano di Napoli. Tale progetto internazionale prevede la realizzazione di diverse perforazioni (6 per la precisione) dislocate sul territorio flegreo e profonde all’incirca 2 – 3 km. Gli obiettivi sono quelli di:
- individuare la profondità delle sacche magmatiche;
- “determinazione i processi di interazione tra fluidi magmatici e sistema geotermale nella genesi dei fenomeni bradisismici”;
- stimare le potenzialità di tali sorgenti nell’ottica di un utilizzo finalizzato alla produzione di energia elettrica.
Restando in attesa dei risultati del CFDDP, vorrei invece incentrare l’attenzione su un argomento simile ma di scala ampiamente ridotta, direi quasi “domestica”.
Già da diversi anni esistono nei Campi Flegrei realtà aziendali il cui core business si basa sullo sfruttamento delle acque calde sotterranee per scopi termali o geotermici (piscine calde, bagni turchi, riscaldamento degli ambienti, ecc.). Perché allora non sfruttare tale risorsa per i locali domestici, garantendone in tal modo il riscaldamento a costo pressoché nullo?...
Sono innumerevoli infatti i siti dove, perforando ad una profondità che varia dai 10 ai 100 m, è possibile intercettare una falda acquifera caratterizzata da una temperatura almeno pari a 70°C.
A questo punto non sarebbe troppo difficile realizzare un sistema di scambio termico che alimenti un impianto di riscaldamento di un’utenza domestica, una scuola o una sede comunale.
Molto probabilmente qualcuno, anzi tanti, ci hanno già pensato, provvedendo alla realizzazione dei pozzi nonché dell’impianto di emungimento per l’utilizzo delle acque sotterranee. Viene spontaneo domandarsi se questi impianti sono realizzati nel rispetto delle leggi e delle normative vigenti in materia. Da un piccolo sondaggio effettuato risulta che la maggior parte dei flegrei sono al corrente del fatto che l’autorizzazione all’utilizzo delle acque calde sotterranee per scopi geotermici è rilasciata dall’ente Regione Campania. Gli stessi però sono convinti che “è impossibile ottenerla” e che “dopo averla ottenuta passi un guaio perché vengono continuamente a controllarti e devi pagare una tassa”!.
A questo punto mi permetto di chiarire un concetto importante, con la speranza di estinguere ogni dubbio. La Regione Campania è assolutamente FAVOREVOLE allo sfruttamento geotermico delle sorgenti di acqua calda sotterranea, purché il tutto sia realizzato nel rispetto di tutte le normative tecniche ed ambientali vigenti in materia. L’intento è quello di promuovere e non di frenare il geotermico.
In particolare la “Concessione all’utilizzo delle acque calde sotterranee” è disciplinata dalla recente legge regionale n. 8 del 29 Luglio 2008: “DISCIPLINA DELLA RICERCA ED UTILIZZAZIONE DELLE ACQUE MINERALI E TERMALI, DELLE RISORSE GEOTERMICHE E DELLE ACQUE DI SORGENTE”
Tale legge, corredata di un regolamento attuativo di prossima pubblicazione, semplifica l’iter burocratico che caratterizza la pratica di concessione.
Confido pertanto in una diffusa sensibilizzazione legata all’utilizzo del geotermico, augurandomi che cittadini, imprese ed enti locali (in particolare i Comuni) comincino quanto prima ad abbracciare l’idea che, se si vuole crescere nell’ottica di un reale sviluppo caratterizzato da risparmio energetico e rispetto dell’ambiente, sia d’obbligo prediligere alle soluzioni tradizionali le sorgenti energetiche rinnovabili che, contestualmente ai Campi Flegrei, hanno il sinonimo di geotermico.
Saluti da
Energyman
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